Come aprire una partita IVA – Requisiti, spese e contributi previdenziali
Breve articolo introduttivo utile per coloro che cercassero informazioni su come aprire una Partita IVA per attività di impresa o per alcune tipologie di professioni.
Se decidiamo di metterci in proprio (in forma individuale o societaria) oppure se esercitiamo determinati tipologie di professioni (avvocato, medico, architetto, le cd. libere professioni), lo step iniziale è l’apertura della partita IVA.
Questo passaggio consiste nell’effettuare una richiesta alla Camera di commercio entro 30 giorni dall’inizio dell’attività e si concretizza nell’associazione al nostro nome non più e non solo del codice fiscale (che ci viene attribuito alla nascita), ma anche di un codice numerico di 11 cifre, che sarà il nostro riferimento fiscale nell’ambito dell’attività di impresa.
Su ogni fattura, infatti, attiva o passiva, dovrà essere riportato non soltanto il nostro nome e cognome, ma anche la nostra partita IVA: la richiesta di apertura di partita IVA è gratuita e l’evasione pressochè immediata (se chiederete di farlo al vostro commercialista, la richiesta potrà essere inoltrata anche in via telematica)
All’apertura della partita IVA corrisponde l’obbligo di versare, per ogni fattura emessa, e di farci accreditare, per ogni fattura ricevuta, un corrispettivo, denominato imposta sul valore aggiunto (appunto, IVA), che viene solitamente corrisposto con cadenza trimestrale tramite un modello prestampato che si chiama F24 attraverso un pagamento effettuato in banca (anche in forma telematica), in Posta o direttamente allo sportello dell’Agenzia delle Entrate
L’IVA è quindi una tassa che viene corrisposta allo Stato, il cui ammontare può variare a seconda dei beni o dei servizi su cui viene applicata: solitamente è pari al 20%, ma per determinate categorie merceologiche esistono aliquote diverse, p. es. del 10% (per i farmaci, gli spettacoli teatrali, l’acqua o la birra) o del 4% (sulle attività di legatoria, i periodici o i canoni di abbonamento)
In alcuni casi e sotto determinate soglie di reddito (30.000 euro), è possibile scegliere alcuni regimi forfettari (i famosi forfettino e forfettone), che prevedono l’inapplicabilità dell’IVA ed il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, pari al 10 o al 20%. Per ulteriori approfondimenti consigliamo questo link
Ulteriori obblighi sono quelli previdenziali, che il titolare di partita IVA deve assolvere in proprio, iscrivendosi all’INAIL e alla Gestione separata INPS, a cui va versato un contributo mensile calcolato sul reddito dichiarato. I professionisti iscritti ad un Albo professionale, invece, devono iscriversi alla propria Cassa previdenziale di riferimento e versare ad essa i propri contributi previdenziali
Infine, va messo in conto anche il pagamento di un’altra imposta, l’IRAP (imposta sulle attività produttive), nonché l’opportunità di attivarsi sin da subito per integrare la propria pensione con la sottoscrizione di fondi previdenziali integrativi
Non bisogna poi dimenticare che per la gestione di questa complessa attività sia pressochè obbligatorio affidarsi ad un professionista specializzato, il commercialista, che pure andrà retribuito.
I vantaggi sono nella libertà di non avere troppi vincoli con un datore di lavoro e di gestirsi come meglio si preferisce, nonché nella possibilità di “scaricare” tutte le spese sostenute per effetto del nostro lavoro, nonché di compensare l’IVA a credito.
Da tutto questo, discende come la partita IVA sia conveniente solo per redditi consistenti (maggiori di 20.000 euro l’anno, a conti fatti) e in presenza di un consistente ammontare di costi sostenuti. Per soggetti diversi dalle imprese, in mancanza di questi requisiti, è meglio scegliere forme alternative di contratti come quelli a progetto, a chiamata o quelli di collaborazione continuativa.
L'articolo ti è stato utile?
CLICCA SU MI PIACE PER PATEXTRA!
Basta un semplice clic per darci una mano e per aiutarci a portare avanti il nostro progetto!








