La Moviola in Campo

Platini boccia la moviola in campo. Ma perchè? Quali sarebbero le ragioni per cui la tecnologia al servizio dello sport sarebbe dannosa? Analizziamolo su Patextra.

Appare oggi su tutti i quotidiani sportivi la notizia che Michel Platini, Presidente dell’Uefa (ma chi ce l’ha nominato?) si sia espresso in un intervento al Parlamento Europeo contro l’utilizzo della moviola nelle partite di calcio. La cosa che fa sorridere è che ai continui errori dei direttori di gara egli pone una soluzione piuttosto anacronistica: l’introduzione di più arbitri (quanti? 4? 5? 11? Facciamo una squadra di arbitri?). Platini si rifà alla buona fede dei giocatori, che dovrebbero ammettere di aver commesso un’infrazione (ma in che mondo vive?), e poi afferma che sarebbe troppo difficile spiegare perchè è contrario alla moviola.

Ora, considerato il fatto che noi tutti abbiamo un cervello, per estensione si suppone che ce l’abbiano anche coloro che ascoltano le assemblee del Consiglio Europeo, e siamo sicuri che una buona percentuale di costoro avrebbero sicuramente saputo interpretare le parole del francese, senza fraintendimenti. Probabilmente la difficoltà addotta da Platini si riferiva al fatto che fosse per lui davvero difficile trovare delle motivazioni plausibili per cui la moviola non debba essere introdotta. Ed è così.

In effetti è ancora poco chiaro come il gioco più seguito e spettacolare del mondo debba sottostare ancora a delle regole antiquate già vent’anni fa. Persino l’ormai bollito Biscardi già da anni si è accorto di quanto sarebbe semplice portare la tecnologia (e quindi la trasparenza) sul campo di calcio. In tanti sport esistono già degli ottimi esempi di come l’elettronica sia un aiuto fantastico per il lavoro, non sempre semplice, dei direttori di gara.

Tra le tante motivazioni che si sentono entrando nei vari forum o ascoltando i dibattiti televisivi che trattano l’argomento, troviamo il fatto che spesso il dubbio sull’interpretazione rimane anche dopo aver visto la moviola. Se questo fosse vero, supponiamo, nel 10% dei casi (percentuale abbastanza larga tra l’altro), cosa dire del restante 90% dei casi, in cui la moviola rappresenterebbe un mezzo per fugare ogni dubbio e mettere in pace i milioni di tifosi che puntualmente si debbono sorbire processi e lagne in TV?

E sul fatto del gioco spezzettato da troppe moviole, questo sarebbe un problema di facile soluzione, se non banale… basterebbe imporre un limite massimo di moviole che possono essere richieste da ogni squadra, oppure la moviola potrebb’essere richiesta per episodi particolarmente importanti.

La verità purtroppo è che molta gente non vuole la moviola in campo, proprio per evitare tutti i miglioramenti che essa comporterebbe. Niente più azioni dubbie? Niente più moviolisti. I grandi processi del post-partita non esisterebbero più, e i programmi televisivi, oltre che le migliaia di tifosi che vivono di calcio non avrebbero più nulla di cui parlare. E’ triste, ma probabilmente è così. Così come Calciopoli non era altro che una cabina di regia per uno spettacolo che andava in onda tutte le domeniche sugli schermi degli italiani. Basti pensare al revisionismo di chi, a distanza di alcuni anni, vuole convincerci che Moggi e il suo team fossero un brancolo di chierichetti. Il calcio è marcio, e difficilmente si migliorerà, se non in tempi apocalittici.

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Autore dell'articolo: - 26 anni, fondatore di Patextra e autore della maggior parte degli articoli del sito. Per contattarmi usa il form di segnalazione nell'area "Contatti" del sito. Seguimi su Twitter

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