L’Allenamento di Calcetto per l’Amatore

In quest’articolo analizziamo due tipi di allenamento per gli amatori che vogliono cimentarsi nel calcetto: uno di potenziamento per le gambe, e uno di miglioramento della tecnica individuale.

Inserito in: Sport e Benessere - Da Simone Moro il 07 feb 2012 -  27 Commenti

In un altro articolo presente su questo sito abbiamo parlato di alcuni accorgimenti, soprattutto di tipo tattico, che si potrebbero attuare durante una partita di calcio a 5 tra amici. Quest’articolo si riferiva chiaramente al calcetto amatoriale, praticato con compagni di squadra non proprio “consolidati”, e dava dei consigli su come schierarsi in campo in maniera quantomeno “non suicida”.

Forte dell’apprezzamento espresso da molti lettori su quest’articolo, andiamo ora ad analizzare altri tipi di accorgimenti, stavolta di tipo prettamente fisico/tecnico, da consigliare a tutti coloro che non praticano calcetto a livello agonistico, quindi sedentari e/o praticanti altri sport. Non diventerete degli Adriano Foglia, ma sicuramente migliorerete il vostro impatto nella partita.

fogliadriano

L’allenamento per le gambe

Il potenziamento delle gambe è fondamentale in uno sport come il calcetto, dove i continui scatti, cambi di direzione e stop improvvisi sollecitano tantissimo i vari muscoli della coscia. Il potenziamento deve essere fatto in maniera generale, in quanto in una partita andremo a sollecitare più o meno tutta la muscolatura della coscia, e non dev’essere limitato solo al retto e al bicipite femorale. Per questo motivo un allenamento di potenziamento per un amatore (eseguibile senza alcun attrezzo particolare) potrebb’essere questo:

Allenamento di potenziamento – si può svolgere individualmente.

  • percorso di riscaldamento:  breve corsetta di 5-8 minuti;
  • corsa laterale, cambiando lato ogni 4-5 passi, 5-6 minuti;
  • balzi a carico naturale. Un semplice squat, con la parte finale “esplosivizzata”, in maniera tale da saltare sul posto. Almeno 4 serie da 10 ripetizioni;
  • camminata laterale in posizione di squat. Dovrete scegliere un percorso di 15-20 metri almeno, da percorrere lateralmente in una posizione di squat con una discesa del 50% . Ogni volta che lo percorrete cambiate lato per la volta successiva. Da ripetere 4 volte per lato. Dopo quest’esercizio effettuate 3 minuti di stretching;
  • scatti brevi – In un percorso di 25 metri circa effettuate delle progressioni, via via più spinte. Il tempo di recupero tra una progressione e l’altra dev’essere di circa 3 volte la durata dello sprint. Da ripetere per almeno 10 volte.
  • cambi di direzione – per i cambi di direzione bisognerà creare un percorso di slalom tra birilli o paletti, di circa 15-18 metri, da eseguire con le modalità del punto precedente. Sarebbe meglio che i birilli non vengano sistemati in linea retta, ma in maniera irregolare.

Questo tipo di allenamento dovrebb’essere programmato possibilmente almeno un giorno dopo l’ultima partita disputata, e almeno 2-3 giorni prima della successiva. Altrimenti rischierete di ritrovarvi le gambe pesanti durante la partita.

Un secondo tipo di allenamento invece, rivolto a coloro che volessero migliorare le proprie capacità tecniche, e assolutamente complementare al precedente, è questo:

Allenamento di tecnica e velocità col pallone – da eseguire almeno in coppia

  • riscaldamento in corsetta lenta di 5-8 minuti, con la palla tra i piedi;
  • seconda fase del riscaldamento: creiamo un percorso tra birilli, stavolta dritto, di 20-25 metri, da eseguire una decina di volte, e da percorrere col pallone;
  • Esecuzione del gesto: stop e tiro (fattibile in un campetto di gioco). A da fondocampo lancia la palla con la mano a B che si trova oltre la metà campo. B stoppa la palla e cerca di tirare il più in fretta possibile in porta (nell’altra porta ovviamente).
  • Esecuzione del gesto: 1 contro 1. Una semplice seduta 1 contro 1 con una sola porta piccola (createla con due birilli) e pausa ogni 3 minuti di gioco (di un minuto circa). Non c’è modo migliore di esercitarsi nell’1 contro 1. Ripetetelo per almeno 5-6 intervalli di tempo.
  • Esecuzione del gesto: tiro in porta: solo a fine allenamento provate delle piccole serie di tiri liberi/rigori. Meglio se con un portiere ovviamente!

Inoltre esistono degli accorgimenti da adottare prima e durante la partita, per poter rendere al massimo:

  1. Mangiare almeno due ore prima della partita: rischierete sennò di sentire i pesanti effetti della digestione sul vostro fisico. Evitate cibi fritti/soffritti ed alimenti ipercalorici/difficilmente digeribili prima di un match (se li evitaste sempre sarebbe anche meglio :) ).
  2. Considerare la possibilità di un’integrazione: se fate attività di palestra, come bodybuilding o sollevamento pesi, potreste prendere in considerazione, nel pre e nel post partita, l’idea di un’integrazione con aminoacidi ramificati, per evitare spiacevoli effetti di catabolismo muscolare. L’integrazione con creatina non ha invece senso se effettuata solo prima della partita.
  3. Fase di riscaldamento – Spezzare il fiato: quante volte vi capita di sentirvi stanchi proprio all’inizio del match, di non farcela più al secondo scatto, e di chiedervi come farete per il resto della partita? Per chi non gioca costantemente, o per i sedentari, questa è praticamente la regola. Spesso lo è anche per persone che si allenano ma praticano attività diverse o dissimili dal calcetto. Questo avviene perchè all’interno delle nostre cellule i mitocondri devono attivarsi, e hanno bisogno di un periodo più o meno lungo di tempo per farlo (anche 5-10 minuti), anche a seconda del nostro livello di adattamento allo sforzo. Il riscaldamento pre-partita, oltre che per riscaldare i muscoli e prevenire le contratture, dovrà servire anche per questo, altrimenti entreremo in partita troppo tardi, e soffriremo da matti i primi dieci minuti. L’attivazione dei meccanismi energetici avverrà in maniera più veloce, tanto più improvviso e forte è lo stimolo (entro certi limiti ovviamente). Per questo non basta la solita corsetta a ritmo lento e lo stretching ma, a partire da dieci minuti prima che inizi il match è importante incentrare il riscaldamento su delle piccole progressioni, che man mano dovranno diventare dei veri e propri scatti, seguiti da brevi intervalli di recupero. In questo modo sarete in grado di partire con la carica giusta fin dall’inizio della partita!

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Autore dell'articolo: - 26 anni, fondatore di Patextra e autore della maggior parte degli articoli del sito. Per contattarmi usa il form di segnalazione nell'area "Contatti" del sito. Seguimi su Twitter

Displaying 27 Comments
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  1. Andrea scrive:

    Voglio proprio provarli spero ke siano efficaci…io gioco con gli amici nn agonisticamente…ma il problema ke hanno circa 10 anni in più di me(ne ho 14).Magari li stupisco un giorno =D grz d tto
    CIAO continua così

  2. samuele scrive:

    ciao,quello che dici in linea di massima è corretto.prendiamo il mio caso.
    gioco da 7 anni a calcio a 5,a buoni livelli,c1 e cosi via,e nonostante preparazione e allenamenti non riesco sempre a spezzare il fiato,può dipendere dall’alimentazione cosi cosi che faccio?da cosa puo dipendere altrimenti?

  3. TJBOSS scrive:

    Ciao samuele, generalmente lo “spezzare il fiato” è una cosa che riguarda in misura maggiore il sedentario o comunque chi non è abituato a praticare il calcetto regolarmente. Se tu ti alleni da 7 anni e sei sicuro che il tuo allenamento sia effettuato correttamente il problema dovrebb’essere marginale e facilmente aggirabile con un adeguato riscaldamento. Tuttavia seguire un’alimentazione non corretta, e quindi arrivare in partita con una digestione ancora in corso (specialmente a livello di stomaco) potrebbe portarti ad una sensazione di fatica simile a quello dello “spezzare il fiato” (in realtà anche più intensa e più difficilmente superabile).
    Dovresti sicuramente valutare attentamente l’alimentazione pre partita (quando ti alleni o quando giochi sei a digiuno da almeno tre ore?) In caso di attività agonistica intensa potresti prendere in considerazione strategie come il carico glicidico e un’integrazione con aminoacidi ramificati per il recupero. Ciao!

  4. yuri scrive:

    salve, gioco a calcio a 5 amatori, volevo sapere se questi due allenamenti consigliati li posso usare durante tutto il corso della stagione di calcio a 5 o se devo variare.
    grazie.

  5. yuri scrive:

    ma gli allenamenti suggeriti posso ripeterli durante tutto l’anno calcistico o e’ meglio variare?

  6. TJBOSS scrive:

    Ciao Yuri, non c’è nessuna controindicazione a ripetere l’allenamento durante la stagione (aumentando o diminuendo il carico totale di lavoro a seconda delle esigenze di calendario). E’ sicuramente possibile evolvere l’allenamento in diversi modi, ma lo scopo di quest’articolo era quello di fornire una base per l’amatore. Le sedute di allenamento autonome in ogni caso, per quanto migliorabili, non raggiungeranno mai l’efficacia che avrebbe un allenamento organizzato col resto della tua squadra.
    L’allenamento di squadra è il fulcro del calcio a 5, le sedute singole (o in coppia) come quelle proposte in quest’articolo migliorano alcuni aspetti fondamentali, e hanno dei risultati a dir poco sorprendenti se svolte nella maniera appropriata. Tuttavia lo step successivo è quello di iniziare a fare delle piccole esercitazione tecnico-tattiche col resto della squadra. Se non avete un allenatore esperto o se riuscite a riunirvi in pochi alla volta (come spesso accade nel caso di calcio amatoriale) vi consiglio di iniziare con gli allenamenti tattici in inferiorità numerica: situazione di 3 attaccanti contro 1 portiere e 1 difensore, torello 4 vs 1 o 5 vs 2, allenamento specifico per il piede opposto: stop di suola a seguire e tiro in porta (da diverse posizioni), allenamento al pressing intelligente di squadra: situazione in cui A pressa il portatore di palla e B è pronto a scattare sull’avversario su cui sarà probabilmente scaricato il pallone.
    Insomma, per quanto sia possibile migliorare e variare ulteriormente l’allenamento singolo o di coppia, ritengo molto più importante, come step successivo, l’integrazione con la squadra.
    Cmq presto preparerò un articolo dettagliato sull’allenamento di base per una squadra amatoriale, grazie per la richiesta e in bocca al lupo per la stagione!

  7. yoshi scrive:

    TJBOSS una domanda,io faccio palestra 3 volte a settimana e 2 volte a settimana gioco a calcio a 5 con gli amici,cosa devo mangiare prima e dopo la partita per non perdere la massa la massa muscolare ed evitare,come dicevi nel post,spiacevoli effetti di catabolismo?grazie…

  8. TJBOSS scrive:

    Ciao Yoshi, l’argomento è un po’ controverso, in quanto dipende sicuramente dagli obiettivi che ti prefiggi.
    Il catabolismo muscolare è spesso sopravvalutato tra i bodybuilders, che integrano continuamente quantità esagerate di proteine e aminoacidi al fine di prevenirlo. Il catabolismo è un processo costante, che avviene in misura maggiore quando il glicogeno scarseggia e/o le proteine nel plasma non sono in grado di rimpiazzare quelle “prelevate” dai muscoli (generalmente con una dieta di 1,7-2g di proteine per kg di massa magra ripartite nell’arco della giornata non hai problemi di “rimpiazzo”).
    Ciò che devi fare principalmente sarà perciò evitare situazioni di deplezione di glicogeno (e perciò sarà importante l’alimentazione dei giorni pre-partita, che deve assicurare la giusta quantità di carboidrati) e, se proprio vuoi esagerare, integrare con aminoacidi ramificati (ti consiglio sia appena prima, ma soprattutto dopo la partita, in un rapporto 30% prima, 70% dopo). Comunque, ripeto, seguendo una dieta bilanciata non dovresti avere problemi, anche senza integrazione. Piuttosto l’attività aerobica in generale provoca una situazione non estremamente favorevole per la crescita muscolare ipertrofica. Inoltre anche il recupero muscolare potrebbe non avvenire correttamente nel caso in cui gli allenamenti e le partite non vengano svolti in sequenza “intelligente”.
    Questo però è dovuto più a situazioni ormonali e di recupero, che al semplice catabolismo. Devi perciò decidere se per te è più importante essere un bodybuilder perfetto o rinunciare a qualche etto di massa magra per divertirti di più con i tuoi amici. Io sono per la seconda.

  9. Sam scrive:

    Salve TJBOSS volevo farti una domanda anch’io:
    gioco a calcetto 1 volta e a volte 2 alla sett. ed ho poco fiato. Spezzo il fiato di solito tardissimo, anche dopo 30 misuti e più, e dopo corro sempre di più.
    Lo so che dovrei allenarmi meglio ma il mio dubbio è questo: da sempre noto che io (1.77 mt. x 70 kg.)sudo e spendo in modo spropositato confrontandomi con gli altri e dopo 30 minuti mi reintegro con sale minerali. Per farti capire anche con il freddo in inverno, dopo 2 giri di campo sono già sudato. Pensa come divento dopo una partita in estate. Perdo, secondo me, 3 kg. a partita (scherzo esagero).
    Cosa posso fare? Non penso che per questo è un mancato allenamento. Sono così sempre, anche nei periodi in cui sono più informa.
    Vorrei qualche consiglio.
    Grazie

  10. TJBOSS scrive:

    Ciao Sam, credo che il tuo problema dello spezzare il fiato possa essere ricondotto sicuramente ad allenamenti/dieta. Per quanto riguarda la sudorazione eccessiva invece non è semplice esprimersi. In generale le cause sono da ricercare tra:

    1) genetica: le forme idiopatiche di iperidrosi non sono affatto patologiche. La sudorazione marcata non è necessariamente un problema se non compromette l’attività svolta;
    2) alterazioni ormonali: hai mai indagato per eventuali problemi tiroidei? Basta una semplice analisi del sangue;
    3) eccesso di grasso: sebbene il tuo indice di massa corporea sia perfettamente nella norma non è da escludere che tu possa beneficiare di una riduzione della massa grassa. Non conoscendoti e non vedendoti non posso trarre nessuna conclusione. Tuttavia spesso capita che molti atleti semi-sedentari distribuiscano uniformemente la massa grassa in tutto il corpo, creando una sorta di “effetto maglione”. E’ il tuo caso? puoi verificare innanzitutto la tua percentuale di massa grassa attraverso alcune misurazioni con la bilancia impedenziometrica, oppure puoi provare a vedere se riducendo il tuo peso di 2-3 chili la situazione migliora;
    4) alterazione soggettiva: potresti essere tu stesso a sopravvalutare la situazione. Lo scarso allenamento e/o una dieta non idonea potrebbe portarti ad un affaticamento, specialmente (nel tuo caso) nella fase iniziale della prestazione, che ti genera un senso soggettivo di spossatezza. Questo a sua volta ti porta a concentrarti su di essa e sul tuo sudore, sebbene questo non sia affatto anomalo. E’ una sensazione comune tra chi gioca saltuariamente, sebbene poi andando ad analizzare la quantità di liquidi persi questa non sia affatto anomala.

    Diciamo che nei primi tre casi dovresti notare una ipersudorazione anche in alcune situazioni a riposo (ad esempio d’estate suderesti molto più di una persona normale) mentre nell’ultimo caso questa viene meno. Conosco persone che soffrono di iperidrosi idiopatica e che letteralmente “gocciolano” nei periodi caldi. Diciamo che anche chi ti sta vicino si dovrebbe accorgere di questo problema e dovrebbe fartelo notare. Altrimenti potrebbe davvero essere una tua sensazione soggettiva.

    La vera domanda è “quanto è limitante questo mio problema?” Se pensi che sia meritevole di un approfondimento ti consiglio di prenotare una visita da un medico dello sport. In questo caso ricordati di portargli dei “dati” oggettivi: dieta del giorno della partita, peso prima della partita, attività svolta, quantità di acqua e sali minerali introdotta, peso dopo la partita (e dopo la doccia). Potrebb’essere un punto di partenza. In bocca al lupo!

  11. Sam scrive:

    grazie tantissimo per la pronta risposta.
    Penso, a questo punto, che sia una cosa genetica. Io infatti sudo sempre. Sgocciolo in estate e sudo in inverno anche se sono quasi al mio peso porma. Ho un pò di pancetta, ma il problema c’era anche anni fa che ero più magro. Infatti ho sempre detto: “mangio molto ma non ingrasso più di tanto perchè consuma anche molto”.
    A questo punto non mi preoccupo e vado a correre sempre di più.
    Grazie ancora

  12. holly scrive:

    Ciao … degli amici mi hanno chiesto se potevo fare da allenatore per una squadra amtatori calcio a 7… è proprio proprio amatore, considera che inizieranno le partite il 9 ottobre e prima di allora ci ritroveremo due volte … potresti indicarmi un programmino per farsì possano dare il massimo e soprattutto evitando infortunei ? … un dato positivo è che è una squadra in gran parte formata da giovani … aspetto notizie grazie

  13. TJBOSS scrive:

    Ciao, ciò che mi chiedi è un argomento non facilmente esauribile in un singolo commento. I programmi di allenamento vanno contestualizzati anche nel caso di squadre amatoriali, specialmente nel calcio a 7, dove il sistema di gioco è più difficilmente assimilabile rispetto al calcio a 5. Difficile perciò darti indicazioni importanti dato anche il poco tempo che hai a disposizione. In due allenamenti si può fare davvero poco: stabilire i ruoli, le gerarchie, organizzare il modulo, e aggiustare un pochino la linea difensiva. Il mio unico consiglio è cercare di non strafare. Pochi concetti ma spiegati chiaramente.
    Inoltre il fatto che siano giovani non significa per forza che siano fisicamente e mentalmente pronti.
    Per questo motivo è tuo compito capire chi è più in forma (non solo fisicamente, ma anche a livello tattico, di concentrazione e applicazione) e in grado di reggere l’intera partita. Fai durare il primo allenamento almeno un’ora e mezza e punta molto sulle situazioni difensive e offensive in inferiorità numerica. Se starai attento ti potrà dare molte indicazioni sulla condizione dei giocatori. Nel secondo allenamento programma almeno mezzora di partitella. Puoi organizzare anche un’amichevole (possibilmente con una squadra un po’ più avanti rispetto a voi) nel caso ci sia il tempo di smaltirla prima dell’inizio del campionato. Se poi riesci anche a organizzare un terzo allenamento di rifinitura sarebbe preferibile.

    Ti consiglio di organizzare le sedute più o meno all’ora in cui avrai le partite e di consigliare i tuoi giocatori anche sull’aspetto dietetico, che spesso in campo amatoriale viene trascurato, ma che è di fondamentale importanza.

    Più di così non si può fare!

    In bocca al lupo

  14. TJBOSS scrive:

    Ecco alcune tabelle per l’allenamento di calcio a 7 in questo nuovo articolo:
    http://www.patextra.it/tabelle-di-allenamento-amatoriale-per-il-calcio-a-7/

  15. seby scrive:

    ciao..complimenti per l’articolo..comunque volevo chiederti un consiglio..:io gioco a calcetto da 4 anni a livello agonistico..c2,c1..ho spesso un problema di tipo fisico prima della partita…ovvero mi sento le gambe pesanti…credo sia dovuto alla tensione..hai qualche rimedio da darmi a questo tipo di problema?inoltre la sera prima della partita non riesco a dormire in modo corretto…grazie in anteprima..ciao..

  16. TJBOSS scrive:

    Ciao Seby, essendo il tuo problema probabilmente legato all’ansia da competizione non è di immediata risoluzione. Capita a tutti di essere tesi prima delle partite, solitamente il problema si risolve col tempo e con l’esperienza. La discriminante è quanto questo problema possa influire globalmente sulla prestazione. Specialmente dormire male la notte prima potrebbe influire a livello prestazionale, oltre che renderti maggiormente nervoso e amplificare il circolo vizioso.

    Puoi provare con qualche trucchetto, come integratori di magnesio pidolato (Mag2) subito dopo il pasto pre-partita (attenzione a eventuali problemi gastrointestinali, non tutti lo tollerano perfettamente) e valeriana in compresse (ad esempio la Dispert) la notte prima della partita, per migliorare la qualità del sonno. Se il problema continua a presentarsi e dovesse risultare limitante potresti ricorrere a una consulenza psicologica, che ti aiuterà a capire cosa ti porta ad avere un’eccessiva ansia pre-partita (probabilmente una sovrastima dell’importanza di questa in relazione al resto della tua vita?). Per dirti, essere tesi prima della finale del campionato del mondo è normalissimo, ma dopo 4 anni di calcetto tra C1 e C2 dovresti già aver fatto il callo alla tensione pre-partita settimanale.

    In bocca al lupo!

  17. ivan scrive:

    ciao Tjboss , ho letto l’articolo e varie risposte che hai dato e diciamo che mi piace moltissimo il tuo allenamento e i tuoi rimedi . Ti volevo chiedere una cosa che però va al di là dell’aspetto fisico , Come si supera la paura? gioco a calcetto una volta a settimana.a volte capitano squadre che , vedendole, pensi ” non sono imbattibili” e quindi riesco a dare molto riguardo prestazioni. poi ci sono delle squadre di cui pensi” sono troppo forti” , ecco io li inizio e “scadere” mi tremano le gambe e vado in panico,(e quindi gioco malissimo , perdendo anche la fiducia nei miei compagni) come posso fare? e se vado in panico cosa devo pensare o fare durante la partita per “risollevarmi” e dare ilmeglio di me? spero mi risp presto,ti ringrazio in anticipo.

  18. TJBOSS scrive:

    Ciao Ivan, non è semplice darti una risposta, benché abbia capito perfettamente cosa intendi. Nel calcio a 5, come in altri sport di squadra, è importante che la squadra abbia una propria identità, intesa soprattutto come unità di intenti, di motivazioni e autostima. In generale ogni giocatore ha una percezione di se stesso, della sua squadra e degli avversari, che può essere più o meno rispondente alla realtà. E’ assolutamente normale sentirsi meno bravi dell’avversario, ma il fascino dei giochi di squadra rispetto a una gara di atletica leggera o un incontro di pugilato, è una maggiore aleatorietà sull’esito di un incontro. Capita molto spesso che squadre più forti tecnicamente siano surclassate da squadre più organizzate o semplicemente più “fisiche”, motivate o concentrate. Sta a te capire qual è il punto debole dell’avversario, e cercare di impostare la tua partita e quella della tua squadra su questo punto debole. Questo tuttavia non è semplice nelle squadre amatoriali, in quanto viene a mancare l’identità di squadra, e si gioca spesso “un po’ come viene”, con effetti imprevedibili sull’esito della partita.
    Premesso questo, leggendo il tuo commento mi viene da pensare che faresti bene a cambiare il tuo modo di interpretare la partita e la sfida. Come primo passo devi capire che il tuo vero obiettivo dev’essere il divertimento, altrimenti la stessa definizione di “amatore” verrebbe meno. La vittoria o la sconfitta sono secondarie nel momento in cui tu riesci a dare il massimo di te stesso. Alla fine di una partita puoi fare autocritica unicamente nel caso in cui tu non sia riuscito a dare il massimo o a divertirti, sia nel caso che tu vinca, sia nel caso che tu perda. E’ molto meno scontato di quanto sembra, e ti posso assicurare che persino nel calcio amatoriale sono diffuse pratiche di “doping” di persone che cercano di affermarsi col loro giro di amici, per le quali vincere la partita del sabato pomeriggio con i colleghi è fondamentale.
    Inoltre ti posso assicurare che talvolta gli effetti dell’ansia sulla prestazione sono sovrastimati, e spesso dipendono dal valore che noi attribuiamo a questa. A volte capita che gli avversari siano veramente più forti e più organizzati, e la cattiva prestazione sia semplicemente figlia di questo predominio della squadra avversaria. E’ normale giocare peggio se il tuo avversario è più forte. Inoltre la sensazione di “tremore” alle gambe che avverti è una cosa molto più comune di quanto tu possa pensare, anche tra i professionisti. Il modo migliore per superarla è quello di accettarla e di non vederla come una sensazione negativa. Più cerchi metodi per eliminarla, più stai sprecando preziose energie nervose. Impara ad accettarla e a viverla. Inoltre impara anche che una prestazione può essere negativa, nonostante il tuo impegno e la preparazione perfetta. Il passo successivo è quello di “farti piacere” la stessa tensione. Prova a pensare che la stessa scarica di adrenalina e di agitazione che ti blocca e che ti manda in confusione viene interpretata da altri come una sensazione piacevole, e viene addirittura “ricercata”. Attività come il paracadutismo e gli sport estremi esasperano questo concetto, ma rendono l’idea. Prova a farti “amica” questa sensazione, prova a sorridere e divertirti nonostante le gambe che tremano. Se vinci o se perdi una partita probabilmente non cambierà tantissimo, se impari a gestire le tue emozioni e a divertirti in ogni situazione stai facendo un favore molto più grande a te stesso! :)
    Cmq visto che il tema è ricorrente presto pubblicherò un articolo che avrà come argomento la gestione della tensione nervosa negli sport, nel quale spero di essere più esaustivo che in questo commento.
    Buon divertimento!

  19. ivan scrive:

    Ti ringrazio davvero tanto per tutti i consigli!! Ho capito quello che vuoi dire, il problema è metterlo in pratica , mi impegnerò tanto in quanto mi riguarda e penserò di più a divertirmi :D Grazie Ancora!!

  20. daniele scrive:

    Ciao TJBOSS, complimenti per gli articoli. Sono molto interessanti.
    Io gioco un paio di volte a settimana a calcetto e a calcio a 7 a livello amatoriale.
    Dal ritorno dalle vacanze natalizie, dopo un periodo di assoluta inattività di più o meno un mese, ho giocato una partita di calcio a 7.
    Nonostante abbia fatto riscaldamento (corsetta e stretching, anche se devo essere sincero, non ci sto tanto tempo perchè solitamente arrivo tardi alle partite) dopo una mezz’oretta ho avvertito un dolore forte e improvviso al bicipite femorale, che mi impediva quasi anche di camminare.
    Credi che sia dovuto al lungo periodo di inattività o a un riscaldamento non ottimale?
    Oggi è passata più di una settimana da quel giorno e non sento più dolore, però sento la gamba infortunata piuttosto appesantita. è solo una questione psicologica o è dovuta a un non ancora completo recupero?
    Che programma di allenamento mi proponi per il recupero e che tipo di accorgimenti mi consigli per prepararmi al meglio alle prossime partite e per evitare eventuali ricadute?
    Scusami se ti ho fatto troppe domande e spero che tu mi risponda presto. Grazie

  21. tjboss scrive:

    Ciao Daniele, purtroppo non è ben chiaro in cosa consista il tuo infortunio, e non sarebbe intelligente avventurarsi in diagnosi online. Ti consiglio di non sottovalutare i problemi muscolari, specialmente perchè il rischio recidive/peggioramenti è davvero alto. Il bicipite femorale è uno dei muscoli più soggetti a problemi di contratture/stiramenti nel calcio e nel calcio a 5, e la guarigione spesso richiede periodi di tempo non brevi. Il fatto di non sentire dolore purtroppo non è una discriminante per valutare la guarigione, e se l’entità dell’infortunio è stata tale da non permetterti di continuare a giocare la partita l’unica soluzione che posso consigliarti è quella di consultare uno specialista.

    La gamba appesantita è abbastanza normale ed è comune a molti tipi di infortunio. Oltre che dall’infortunio in sé potrebbe anche essere provocata indirettamente da una riduzione del tono muscolare (dovuta all’inutilizzo di quel distretto) o magari all’utilizzo di farmaci, anche miorilassanti ad uso topico (come per esempio il muscoril), che potresti avere assunto autodiagnosticandoti una “contrattura”. In ogni caso recupererai il tono una volta “guarito”.

    E’ molto importante lo stretching del bicipite femorale prima di una partita che va praticato col classico esercizio di allungamento delle braccia verso i piedi in posizione eretta, e la sua variante con le gambe alternativamente incrociate.

    In bocca al lupo!

  22. tjboss scrive:

    Per i consigli sull’impostazione tattica abbiamo aperto una nuova rubrica:
    http://www.patextra.it/le-tattiche-del-calcio-a-5-parte-1/
    Buona lettura :)

  23. emiliano scrive:

    Ciao tjboss,
    ho trovato interessante questo tipo di allenamento e vorrei praticarlo. Ne approfitto per rivolgerti una domanda: sono stato fermo 7 mesi per un infortunio e ho ripreso le classiche partitelle tra amici da 2 mesi, quello che mi succede è che dopo mezz’ora si induriscono i muscoli delle gambe se provo a fare uno scatto o a contrastare un avversario, praticamente i muscoli rimangono contratti ed è come se avessi due colonne di marmo al posto delle gambe.
    Grazie Emiliano

  24. ugo scrive:

    Ciao tjboss, ti voglio chiedere un metodo per risolvere un mio problema quando gioco a calcetto: quando scatto o mi cimento nello scartare trattengo il respiro e nn me ne accorgo e vorrei sapere come devo fare per imparare a respirare sempre e bene e se devo fare degli allenamenti …

  25. ciccio scrive:

    ciao volevo dirti ke in questo periodo mi sto allenando molto sto facendo preparazione calcioa5 nn riesco a stancarmi a livello di fiato! cioe quando finisco nn ho fiatone….pero’ gli stinchi e i polpacci mi fanno male come mai? spero mi risponderai….

  26. KA_7 scrive:

    Ho alcune domande ma inizio spiegandoti un po la situazione… gioco un campionato di calcetto non agonistico con dei miei compagni di classe (abbiamo tt tra i 16 e i 19 anni)…!
    1-(squadra) dirmi come impostare il riscaldamento di squadra dato che non riusciamo ad entrare in partita fin da subito ???
    2-(personale)Non riesco a spezzare il fiato come dev fare ??

  27. CICCIOY77 scrive:

    ciao. io gioco a calcio da circa 7 anni h.. ho 17 anni e in questi ultimi 2 anni sto avendo problemi alle gambe.. mi sento le gambe pesantissime e mi mancanole forze. . . qualcuno mi potrebbe aiutare?? . . grz in anticipo

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