L’Influenza Sconfitta Definitivamente?

Un articolo apparso su Science evidenzia i risultati di uno studio americano, che mostra come degli anticorpi specializzati nel riconoscimento dello stelo dell'Emoagglutinina possano rappresentare una soluzione preventiva e curativa di tantissimi tipi di influenza, compresa quella aviaria.

In un articolo di Science del 23 Febbraio 2009, che sintetizziamo in questo post, si parla di una scoperta che aprirebbe degli scenari molto importanti nella medicina: l’immunità totale ai virus influenzali. Capita infatti che molti di noi ogni anno siano soggetti a infezioni virali dovute all’influenza di turno. Grazie alla sua rapida evoluzione il virus dell’influenza infatti riesce ad attechire ad ogni mutazione, aggirando le nostre difese immunitarie. Tuttavia questa settimana alcuni ricercatori hanno isolato degli anticorpi che sarebbero attivi contro tantissime varianti di questo virus. Questa scoperta potrebbe aiutare gli scienziati nella ricerca, e un “vaccino universale” per tutti i tipi di influenza potrebb’essere ora non più un miraggio.

Il fulcro di questa scoperta è una proteina virale che si chiama Emoagglutinina. Questa ricopre delle funzioni molto importanti, tra le quali l’adesione alla superficie cellulare della cellula da infettare. Attraverso una porta creata da questa proteina il virus è in grado di infettare l’ospite.

I vaccini non fanno altro che andare ad attaccare una parte di questa proteina, che tra l’altro è quella che cambia più rapidamente da una stagione all’altra, ovvero la testa. Questo è il motivo per cui ogni anno abbiamo un vaccino diverso. Tuttavia alcuni studiosi dell’università medica Harvard di Boston sono riusciti a isolare una parte di questa proteina che rimane invariata e che rappresenterebbe un bersaglio per il virus dell’influenza aviaria. Così andando a ricercare all’interno dei miliardi di anticorpi studiati e riconosciuti presenti nel corpo umano, gli studiosi hanno isolato alcuni di questi che sono specifici per quella porzione di proteina che non varia.

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Gli anticorpi che attaccano questa proteina sono stati isolati e testati su dei topi infettati per l’occasione da dosi letali del virus dall’influenza aviaria. I risultati sono stati più che incoraggianti, in quanto entro tre giorni dall’infezione la maggior parte dei topi è sopravvissuta, suggerendo quindi che questi anticorpi sono decisamente efficaci per quel tipo di virus.

La ricerca è poi proseguita grazie a un biologo, Robert Liddington, che ha notato come questi stessi anticorpi attaccano appunto la parte dell’emoagglutinina che varia di meno, ovvero lo stelo. Questo è comune a tantissimi tipi di virus, oltre che a quello dell’influenza aviaria, risultando presente persino in quello che ha causato la terribile influenza del 1918-19, ovvero la famosa “spagnola”, oltre che a circa 6000 varianti di virus.

La scoperta apre perciò dei nuovi scenari per quanto riguarda la prevenzione e la cura delle malattie stagionali che potrebbero presto essere definitivamente sconfitte.

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Autore dell'articolo: - 26 anni, fondatore di Patextra e autore della maggior parte degli articoli del sito. Per contattarmi usa il form di segnalazione nell'area "Contatti" del sito. Seguimi su Twitter

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