Lo sport, si ma quale?

Scegliere lo sport giusto può diventare difficile senza una buona conoscenza di se stessi e delle competenze specifiche in ambito sportivo/nutrizionale. Se vuoi uscire dalla sedentarietà e sei ancora indeciso su quale attività scegliere, quest'articolo è ciò che fa per te!

La scelta dello sport è un argomento molto complicato, specialmente per un sedentario che si accinge a fare del “moto” dopo una lunga carriera di poltrona e televisione. Quest’articolo è rivolto a quella categoria di persone che, pur avendo un’idea di massima di iniziare a praticare un’attività sportiva non a livello agonistico, sono molto indecise riguardo a quale attività intraprendere. Probabilmente la parte più difficile è trovare quella spinta interiore che ci motivi a fare un’attività ritenuta “dispendiosa” dalla propria mente.

La maggior parte delle persone sono tremendamente assuefatte nella propria sedentarietà che non si accorgono di quanto il loro fisico sia ormai in panne, logorato da una mancanza di attività fisica cronica. Il corpo umano è infatti una meravigliosa macchina che cammina, si ferma, si può guastare e ha mille ingranaggi. Non facendo sport è come che decidessimo di utilizzare la nostra macchina soltanto per ascoltare la musica nell’autoradio. La finiremo alla lunga per far arrugginire gli ingranaggi e scaricheremo molto velocemente la batteria.

La prima cosa che dobbiamo capire è quindi che fare sport ci fa bene alla salute. Praticando un’attività soggettivamente piacevole in maniera regolare miglioreremo incredibilmente la nostra qualità di vita. Gli aggettivi “piacevole” e “regolarmente” sono però fondamentali, e spesso sottovalutati. Così come il senso della frase “ci fa bene alla salute” è spesso frainteso e visto nel senso terapeutico del termine: faccio sport perchè mi sento poco in forma. Lo sport dev’essere invece una pratica quasi quotidiana, e chi pratica sport dev’essere visto come la normalità, non come l’eccezione. Inoltre dobbiamo cercare di rendere la pratica dell’attività fisica il più possibile spontanea. Non dev’essere una costrizione, ma un piacere, e dobbiamo sentire l’esigenza di praticarla durante la giornata. Solo in questo modo si può trovare la continuità e la regolarità giusta.

Per quanto possa sembrare strano è molto più facile trovare persone che lo sport lo fanno per obbligo, per un obiettivo, per perdere peso o per accumulare massa,anzichè per il piacere stesso di farlo. Questo è il primo errore, dal quale poi scaturisce un’altra serie di errori, non ultimo dei quali il sovrallenamento e l’abbandono dell’attività sportiva. L’attività dev’essere quindi un qualcosa di “adatto” alla persona che la pratica, che dovrà avere l’intelligenza di scegliere la disciplina giusta.

Le attività sportive

L’attività più naturale per l’uomo è sicuramente la corsa. Correre è l’attività dinamica di base, e dei fondamenti di corsa non devono mancare in nessuna persona che si reputi “sportiva”. E’ inutile avere un fisico che solleva tantissimi chili di panca e di squat se poi non riesco a reggere un chilometro di corsetta moderata senza avere il fiatone. Inoltre la corsa è lo sport salutisticamente più accettabile in generale. I suoi effetti positivi sono ampiamente dimostrati, sia a livello di sistema cardiovascolare, che di parametri ematochimici, che di miglioramento delle performances psichiche. La corsa ha inoltre alcuni vantaggi importanti: si può correre sia da soli che in compagnia e non necessità di grandi strutture logistiche… basta una strada.

Spesso si vede la semplice corsa come uno sport seguito dalle persone che vogliono dimagrire, e con seri problemi di sovrappeso o obesità. Sebbene la corsa di fondo sia il modo migliore per perdere peso e bruciare le riserve di grassi, essa non è destinata assolutamente SOLO a chi ha di questi problemi. Il consiglio è sempre quello di provare a correre unicamente per il piacere di farlo, si rimarrà piacevolmente sorpresi dalla risposta del nostro fisico, già dopo il primo allenamento.

Il nuoto e la bicicletta sono ottime alternative, seppur con una componente aerobica inferiore rispetto a quella della corsa. Il nuoto è più completo a livello muscolare, ma allo stesso tempo è uno sport che richiede una buona tecnica di esecuzione, difficile da raggiungere in tempi brevi per i principianti. A lungo andare esso può avere dei grandi benefici: miglioramento psicofisico evidente (il nuoto scuote i neurotrasmettitori, specialmente adrenalina, noradrenalina e dopamina) con una botta di energia una volta che il corpo vi si è adattato; inoltre ne può trarre beneficio chi ha problemi di postura e chi non vuole rinunciare a un fisico un po’ meno “asciutto” rispetto ai corridori di fondo.

La palestra è invece la moda più diffusa degli ultimi quindici anni. L’allenamento indoor può essere estremamente diversificato e apparentemente non c’è nessuna “controindicazione” a questo tipo di attività. Tuttavia è triste notare come per la gran parte delle persone che sono assidue o saltuarie frequentatrici delle palestre (non tutte, intendiamoci) viene a mancare il requisito fondamentale: il piacere in ciò che si sta facendo. Vediamo così tanti adolescenti che vanno in palestra solo per vedere il proprio fisico un po’ più “pompato” e che si annoiano durante tutta la seduta, altri che vanno unicamente per socializzare e poi dicono di fare “sport” senza nessun miglioramento, altri che lo fanno per moda o solo perchè non sanno riempire il tempo libero. Le palestre dove questa tendenza è diffusa sono specialmente quelle con una componente prevalente di sollevamento pesi (che se fatta bene è comunque un’ottima attività). Fare invece un allenamento piacevole in palestra è indubbiamente positivo, e ben vengano attività come l’aerobica, la kick boxing o le arti marziali orientali, il power lifting, la danza e altre ancora. Unire lo sport a una passione sarebbe il massimo.

Gli sport di squadra offrono invece una buona componente di “agonismo” anche tra gli amatori, e per questo motivo “invogliano” molte persone al praticarli. Affrontandoli in maniera seria, iscrivendosi a una squadra con dietro una società, che pratica allenamenti regolari è corretto, ma non sempre praticabile per tutti, che preferiscono organizzare delle partite “fai da te”.

Fare una partita di calcetto tra amici può essere molto divertente e senza nessuna controindicazione, se vengono rispettati alcuni punti fondamentali:

  • Bisogna essere sufficientemente allenati
  • Non si deve far prendere il sopravvento all’agonismo.

Il primo punto è fondamentale. Infatti in partite tra amici molto spesso, per fare “bella figura” si cerca di andare oltre le proprie possibilità fisiche, con ripercussioni molto negative, talvolta deleterie (specie in soggetti non molto giovani), per la salute. Giocare sempre con il giusto allenamento alle spalle, che non dev’essere confuso col semplice “riscaldamento” pre-partita, del tutto insufficiente.

Il secondo punto è altrettanto importante. E’ inutile in una partita di calcetto tra amici protestare oltremodo per un fallo di mano o per un gol irregolare. L’aspetto competitivo (che pur non deve mancare, nelle giuste proporzioni) della partita verrebbe a prendere il sopravvento rispetto al piacere stesso del giocare. Talvolta dei litigi iniziati in mezzo al campo si protraggono anche a partita conclusa. In questo caso verrebbe a mancare la componente più importante: il piacere nel giocare. E’ stupido litigare in campo, così come è stupido deprimersi se si perde una partita tra amici.

Fatte le giuste premesse sugli sport di squadra diremo che la loro principale controindicazione rimane comunque quella logistica: non è semplice organizzare una partita amatoriale tra molte persone. Far coincidere gli orari e le disponibilità è molto difficile, e ruba molto tempo. Per questo gli sport di squadra a livello non agonistico vengono praticati molto saltuariamente e non possono considerarsi un’attività principale.

Una buona alternativa può essere rappresentata da sport individuali come per esempio il tennis, che offrono il giusto mix tra “agonismo” e facilità di organizzazione. Il golf o il bodybuilding invece non possono essere considerati delle vere e proprie attività sportive.

Nei prossimi articoli andremo ad analizzare vari sport, mettendone in evidenza pregi e difetti per le varie tipologie di atleti

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Autore dell'articolo: - 26 anni, fondatore di Patextra e autore della maggior parte degli articoli del sito. Per contattarmi usa il form di segnalazione nell'area "Contatti" del sito. Seguimi su Twitter

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