SuQui.it – L’alba di un nuovo e-commerce?
SuQui.it, come Prezzishock, si pone come una buona alternativa a Ebay. Tante buone intenzioni, ma quali sono le prospettive?
Segnalato da tanti lettori, il sito SuQui.it si pone sulla falsariga di Ebay, proponendosi come alternativa, e incentivando sia venditori che acquirenti con tariffe decisamente inferiori al più famoso concorrente.
Abbiamo tempo fa discusso su un altro sito simile, Prezzishock.it, sottolineando come l’esigenza di avere una vera alternativa a Ebay, anche solo per eliminare una sorta di monopolio di fatto, che va avanti ormai da decenni, fosse assolutamente prioritaria, per chi si occupa di e-commerce.
Ebay ha però il grandissimo pregio di avere una visibilità e una popolarità assolutamente mondiale, contro la quale è veramente molto difficile competere. Pensiamo solo al fatto che anche Google, che della rete è l’assoluto padrone, abbia presto accantonato l’idea di competere col gigante californinano. Se è difficile per GG, figuriamoci per un gruppo di webmaster con tante buone intenzioni.

La fisionomia dell’e-commerce per quanto riguarda le aste online è ormai ben definita. Ebay a livello mondiale, e tanti siti più o meno “di nicchia” a livello nazionale. La scarsa… sensibilità dell’utente medio, al quale non si può certo spiegare facilmente quali sarebbero i vantaggi di non comprare su ebay e di cercare invece delle alternative (vantaggi che tra l’altro a breve termine sono quasi del tutto inesistenti) complica decisamente il processo di oligopolizzazione (che sarebbe già una buona cosa) del mercato.
Ora più che mai, perciò, bisogna dare fiducia a siti come SuQui.it e Prezzishock che, se studiati come progetti a lungo termine, non potranno che migliorare col tempo (e magari con qualche investitore che su di essi decida di puntare in maniera più netta). Prezzishock dal momento della nostra recensione ha aumentato le inserzioni di circa il 15%. Non è tanto in termini assoluti, ma è un dato incoraggiante.
SuQui.it è “più piccolo” di Prezzishock. Il numero di aste è un terzo rispetto a quelle del sito concorrente (siamo attorno a 20000 aste attive). Dando un rapido sguardo e provando a comprare qualche oggetto si nota subito come l’interfaccia si basi e si plasmi assolutamente a immagine e somiglianza d Ebay. D’altronde se un modello è consolidato e vincente, perchè cambiarlo?
Il sito è ben strutturato e facilmente consultabile. Qui e lì per la rete è stata segnalata un’eccessiva lentezza nel caricamento delle pagine, che sicuramente è stata migliorata col tempo, ma qualche problema c’è ancora. Rispetto a Ebay le innovazioni non sono molte, e qualcuna si rifà ad altri popolari siti minori di aste online, come per esempio la possibilità di barattare oggetti.
Tralasciamo perciò la recensione di ogni singolo servizio in quanto sarebbe decisamente pleonastica, per chi ha un po’ di familiarità col tipo di sistema. Aste, Compralo subito, proposte d’acquisto, etc sono esattamente presenti con le stesse modalità in cui lo sono in altri siti. Ci sentiamo di sottolineare lo sforzo dei creatori per cercare di fidelizzare il più possibile gli utenti, creando una community decisamente ben strutturata, oltre che tante sezioni di aiuto, FAQ, e tutorial. Rispetto a PrezziShock appare maggiore lo sforzo pubblicitario, sottolineato anche dalla possibilità di poter ordinare gadgets del sito spediti gratuitamente a casa. Questo per evidenziare come le buone intenzioni non siano sufficienti a creare una buona promozione di un servizio come questo, che avrebbe bisogno probabilmente di investitori importanti per una campagna pubblicitaria di alto tenore.
Anche per quanto riguarda le modalità di pagamento abbiamo una vasta scelta tra le più comuni opportunità attuali: MoneyBookers, Paypal, Bonifici, Assegni, Contrassegni etc. Paypal ovviamente prevaricherà sugli altri sistemi di pagamento, grazie alla sua enorme popolarità e diffusione, e la piovra di Ebay si autoalimenterà anche grazie ai suoi concorrenti.
Un piccolo appunto va fatto però sulle tariffe di inserzione. Se è vero che queste son completamente gratuite nella maggior parte delle inserzioni base, in linea con lo spirito “free” del sito, è anche vero che per usufruire di opzioni aggiuntive (come per esempio piccola galleria fotografica, grassetto, evidenziatore etc.) i prezzi salgano. Per quanto la scelta possa essere giustificata, non so se a livello di marketing possa essere la strategia vincente, per due motivi:
- se il buongiorno si vede dal mattino, l’utente pur bendisposto nei confronti del sito è propenso a credere che nell’eventualità in cui il sito aumenti la propria popolarità, le tariffe vadano di pari passo, anche quelle base;
- altri siti, con numeri anche maggiori di SuQui non prevedono queste tariffe. E allora perchè scegliere SuQui?
Inoltre il rischio che si corre è sempre quello di frammentare il mercato. Prezzishock, SuQui e tanti altri siti, pur non essendo mutuamente esclusivi l’uno con l’altro, corrono il rischio di dividere la loro per ora piccola fetta di utenti.
LINK a SuQui.it
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Ciao TJ boss, complimenti per l’articolo – si è vero anche io mi son fatto spedire gli adesivi di SuQui.it
ma per rispondere alla tua domanda finale, perchè la gente sceglie SuQui è presto detto, perchè SuQui aste on line si Vende… calcola che come numero di utenti quindi acquirenti/venditori penso sia il sito più grande in Italia (ndr dopo ebay) e questo almeno nel mio caso mi ha permesso di vendere fino ad ora un hard disc e un decoder, senza usare nessuna funzione a tariffa tipo grassetto, quindi non ho speso nulla.
adesso mi sono anche iscritto alla pagina dei FAN SuQui.it su Facebook ecco il link
http://www.facebook.com/pages/SuQui-Aste-online/100600168578
in definitiva penso che Suqui.it sia facile vendere perchè gli oggetti vengono poi re-listati sui comparatori di prezzi e sui social network, pensa che mi son trovato i miei oggetti su twitter LOL
grazie a tutti, buon week end
ottimo sito, veloce, gratis e con un pò di movimenti, del tipo 1 vendita a settimana, cercate sergentjam!