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Serie A – La Diciottesima Giornata
by TJBOSS on gen.12, 2009, under Sport
E’ tornato il Campionato di Serie A, e torniamo a parlare di calcio su Patextra.
La Juve si è portata a -4 dall’Inter, Milan e Roma si sono annullate all’Olimpico, e la classifica, che nelle ultime giornate sembrava più chiara, torna ad accorciarsi. Ma cominciamo da sabato. Innanzitutto bisogna fare dei grandissimi complimenti al Cagliari. E non soltanto per il figurone fatto a San Siro contro la corazzata nerazzurra, ma perchè è dall’inizio del Campionato che la squadra di Allegri propone una filosofia di gioco estremamente positiva. Infatti le sconfitte racimolate nelle prime giornate lasciavano comunque intravedere degli ottimi spunti, e alla lunga il campo sta premiando gli isolani.
L’Inter non è apparsa brillante anche se, per la verità, la sua partita l’ha fatta, ed il Cagliari ha segnato l’1-0, sfruttando uno scivolone (vero e proprio) di Samuel, su un San Siro non perfetto, proprio nel momento in cui i nerazzurri stavano ritrovando brillantezza, e davano l’impressione di poter segnare da un istante all’altro. Tuttavia quello che è successo dopo è alquanto preoccupante per i tifosi interisti. Rischiare un modulo a 5 punte probabilmente non è il modo migliore per ribaltare una partita messa male, ma sicuramente lo è per prendere altri gol. E non è la prima volta che Mourinho prova queste soluzioni arrembanti. Con un’Acquafresca più preciso probabilmente sarebbe finita in tutt’altra maniera. Nell’anticipo del pomeriggio il Genoa ha invece travolto un inconsistente Torino, e si è rivelata una delle squadre più in forma del Campionato.
Nel pomeriggio di Domenica spicca il risultato del Lecce a Firenze. Se pensiamo che i bookmakers mediamente davano 1:10 la vittoria fuoricasa del Lecce ci rendiamo conto dell’impresa compiuta dagli uomini di Beretta. Meritevoli soprattutto nel giocarsela fino in fondo, nel rischiare e nel capire che la Fiorentina di questi tempi non è esattamente una squadra irresistibile. Infatti Prandelli, personaggio estremamente corretto, stimatissimo dai più e mai contestato, probabilmente non sta riuscendo a inculcare una mentalità vincente ai suoi giocatori. La Fiorentina teme l’avversario che la affronta a viso aperto, a volte si esalta nelle partite che contano, ma spesso, molto spesso, delude. Ed è un peccato perchè l’organico è sicuramente di qualità. I Della Valle dovrebbero chiedersi se il loro progetto a lungo termine non stia subendo qualche intoppo.

La Juve vince una partita tutt’altro che scontata grazie ad un’altra magia del suo Capitano. Del Piero ormai è diventato il più grande specialista al mondo, assieme a Juninho, nei calci piazzati da media distanza. E’ incredibile la sua percentuale realizzativa. Il Siena è tuttavia rimasto in corsa fino alla fine, ma la solidità degli uomini di Ranieri si vede eccome, e si traduce in concretezza quando c’è da mantenere saldo un risultato di misura estremamente importante, come questo. Del Piero è l’anima della Juve, ma dietro di lui c’è una difesa all’altezza, e un centrocampo con tanta quantità.
Un’ottima impressione l’ha fatta invece la Lazio. Poche squadre in Italia sanno tenere palla come i biancocelesti, e poche squadre possono vantare un trio offensivo così ben assortito come Rocchi-Pandev-Zarate. Se la squadra di Lotito avesse una difesa veramente all’altezza potrebbe fare davvero paura a tutti. Contro la Reggina ha impressionato per la fluidità della manovra, ma soprattutto per il calcio spumeggiante visto a tratti. Bisogna dare atto a Lotito di aver costruito, quasi dal nulla, una squadra di giovani volenterosi positiva e divertente, un piccolo Arsenal made in Italy.
Milan e Roma si sono equivalse, alla lunga. Tutti i riflettori puntati su Beckham, ma il Milan può sorridere per un altro suo talento, ormai quasi sbocciato. Si, perchè Pato sarà quasi sicuramente uno dei prossimi quattro-cinque palloni d’oro. Un giovane serio e con la testa tra le spalle, che riesce a bersi mezza difesa della Roma e a segnare per ben due volte è una mosca bianca di questi tempi. E quest’anno la sfida Pato-Balotelli la sta sicuramente vincendo il brasiliano, che spesso nelle movenze ricorda lo Shevchenko degli anni migliori.
La partita di Napoli invece, oltre a sancire la vittoria dei partenopei, accende qualche polemica sul gol non convalidato a Morimoto. L’arbitro ha nettamente fischiato in anticipo la fine del tempo su un’azione pericolosa del Catania. E tutti ci chiediamo il perchè. In effetti è inutile lamentarsi di fenomeni come Calciopoli se poi il calcio intero, nelle sue regole, si presta ad essere facilmente manipolato dall’interpretazione (discutibile) di un singolo. Che poi questa sia in buona o in malafede è un altro discorso. Ma il fatto che nel calcio non ci sia il tempo effettivo, che le telecamere non possano essere utilizzate per far emergere degli errori plateali degli arbitri (che comunque è statisticamente normale che sbaglino), che la tecnologia viene utilizzata esclusivamente ad appannaggio del telespettatore, appare un fatto alquanto controtendenza nel ventunesimo secolo. La posizione dei guru del calcio poi ricorda tanto quella di alcuni Capi religiosi, volti a sancire l’infallibilità delle loro decisioni, e di questi tempi lascia veramente molto perplessi. Nel 2009 sapere se una palla è entrata o no in porta, rivedere un’azione al rallentatore per valutare le situazioni più difficili, bloccare il tempo negli istanti morti della partita per evitare le furbate dei giocatori che vogliono perdere tempo è possibile. E ci chiediamo ancora perchè non si vuole far niente per migliorare quello che è lo sport più seguito al mondo.
Il caso Adriano
by TJBOSS on dic.30, 2008, under Commenti Calcio
Vi ricordate l’Adriano di qualche anno fa? L’Inter lo riscattò dal Parma nel 2004 e lui fece un finale di stagione a dir poco stratosferico, senza parlare della prima metà della stagione successiva. Era il più forte, era acclamato come l’imperatore Adriano, Bobo Vieri lo definiva lo Shaquille O’Neal del calcio, e non aveva torto. Era lui che scardinava le difese avversarie, e bastava buttare il pallone in avanti e raggiungerlo, buttando giù tutti. Adriano era il simbolo dell’Inter del presente e del futuro, e su Adriano si basavano tutti quanti i piani dell’Inter. Sugli almanacchi era “il più forte attaccante dell’universo conosciuto”, e non ce n’era per nessuno. Ricordate la rete di Adriano all’Udinese? Era la reinterpretazione in stile bulldozer del gol di Maradona ai mondiali del 1986 contro l’Inghilterra.
Riguardiamocelo:
Sì, perchè dopo questo splendido gol e qualcun altro Adriano, come tutti sappiamo, si è trasformato. Depressione? Scarsa professionalità? Sono anni che un’equipe intera di manager cerca di capire il calo di questo giocatore. Lui inizialmente dava le colpe al mister e all’ambiente, ai primi screzi con Veron, allora regista carismatico dell’Inter di Mancini, al fatto che la gente non credesse abbastanza in lui dopo un breve periodo di calo.
Inizialmente tutti i tifosi erano pronti a giustificare Adriano, era il loro idolo! Adriano l’Imperatore, Adriano il nuovo talento che avrebbe finalmente dato una svolta agli insuccessi dell’Inter. Poi gli stessi tifosi hanno iniziato ad avvistarlo in discoteca, assieme a Martins (al quale un principio di vita mondana non è stato perdonato allo stesso modo, ma è stato subito venduto), hanno iniziato a vederlo arrivare in ritardo agli allenamenti, a rilasciare interviste non proprio concilianti con l’ambiente interista, insomma, tutte cose che al tifoso dell’Inter non piacciono proprio tantissimo.
Ecco che la mancanza di fiducia di un ambiente ad un giocatore già di per sé non estremamente forte hanno portato Adriano ad entrare in un tunnel dal quale difficilmente riuscirà a uscire, perlomeno senza cambiare aria. L’Inter lo paga bene, a volte lo coccola fin troppo, ha persino pagato i centri di recupero più specializzati al mondo per far tornare agli antichi fasti il suo vecchio imperatore, l’ha spedito in Brasile a giocare come che fosse tornato un ragazzetto, e addirittura, tra i motivi per cui Moratti licenziò Mancini c’è stato proprio il presunto scarso impegno a gestire il caso Adriano.

Così arrivo Mournho, Adriano tornò dal Brasile, e sembrava che le cose finalmente stessero andando per il verso giusto. Messaggi d’amore del brasiliano verso il portoghese, ricambiati da un tono un po’ meno affettuoso, ma comunque molto serio e collaborativo da parte del Mister. Ma poi, dopo questa breve parentesi durata qualch
e mese, di nuovo il vuoto, il buio.
Adriano fa tardi agli allenamenti, Mourinho lo lascia fuori squadra. Adriano si deprime nuovamente… Insomma la telenovela non finisce più.. O forse stavolta è finita davvero, perchè Mourinho, che è famoso per il suo parlare senza peli sulla lingua sia con i giocatori che con i cronisti, dice che forse per l’ex imperatore è venuto il momento di cambiare aria.
Ma è davvero questa la scelta giusta? E’ giusto mandare via un giocatore dal potenziale così grande? Magari ad una società del campionato italiano, alla quale potrebbe rinascere (vedi Pirlo, Seedorf e compagnia bella?) e potrebbe diventare una diretta concorrente per il titolo? O magari all’estero visto che non sarebbe più utilizzabile per la Champions League? Probabilmente sì. Per alcune ragioni. Innanzitutto Adriano inizia ad avere la sua età. E’ nel pieno della maturità, ma non è più un 21-22 enne immaturo al quale va solo insegnato a gestirsi. E’ un giocatore 26enne che dovrebb’essere svezzato già da un bel po’ di tempo. Inoltre vendere Adriano ad un club possibilmente non italiano sarebbe una scelta giusta anche per il giocatore, che potrebbe davvero levarsi di dosso tutte le etichette che gli son state affibbiate durante la sua permanenza nel nostro bel paese. E poi, considerata l’età e il fatto che giocando col Brasile ha sempre fatto bella figura, l’Inter potrebbe ricavarci ancora qualche bel soldino… che non guasta mai.
I sorteggi di Nyon
by TJBOSS on dic.23, 2008, under Commenti Calcio
I sorteggi svolti a Nyon saranno l’occasione migliore per il riscatto del calcio italiano. Inter, Juve e Roma affronteranno Manchester, Chelsea e Arsenal, ovvero le squadre inglesi che negli ultimi anni hanno seminato il panico in Europa. Sulla carta l’impegno dell’Inter sembra il più proibitivo. La Juve infatti ha molto meno da temere per alcuni semplici motivi. Il primo è che il Chelsea di Scolari non è più l’armata costruita da Mourinho ed ereditata da Grant. E questo probabilmente non perchè Abramovich abbia deciso di chiudere il portafogli per un po’, quanto per il fatto che l’impronta Scolari è decisamente meno concreta di quella del portoghese di Setubal. Il Chelsea non è più un fortino invicibile allo Stamford Bridge, e la Juve bada molto più al sodo della squadra inglese. Drogba vuole tornare alla corte del Mou ed è in rotta con l’ambiente londinese, l’impressione è che il Chelsea abbia bisogno di rifondare un ciclo. I pronostici in questo momento della stagione non son certo cosa facile, specialmente perchè le squadre si affronteranno solo a febbraio, ma se le cose dovessero rimanere quelle che sono attualmente vedo la Juve decisamente favorita.

La Roma affronterà invece una squadra che appare decisamente ridimensionata rispetto agli anni scorsi. Intendiamoci, l’Arsenal è sempre da temere, e la banda Spalletti in campionato non è più la squadra vincente e convincente dell’anno scorso, ma l’impressione è che Totti e compagni quest’anno sognino decisamente una finale in casa, visto che ormai non rimangono più molte speranze per il campionato. La partita di ritorno contro il Chelsea nella fase a gironi ne è la dimostrazione. Quelli dell’Arsenal dicono di essere molto contenti del sorteggio. L’impressione è che si possano ricredere molto facilmente.
L’Inter ha una brutta gatta da pelare. Il Manchester United campione d’Europa e del mondo (con tutto il valore relativo che può assumere una competizione come la coppa del Mondo per club) è una squadra tosta, tecnica, fisica, con tanti uomini capaci di fare la differenza, esperti a livello internazionale e, soprattutto, concentratissimi nelle partite che contano. E’ allenata da uno dei migliori tecnici del mondo (vent’anni alla guida di uno spogliatoio non son pochi) e ha nella sua rosa il pallone d’oro in carica, Cristiano Ronaldo. E’ un’altra squadra rispetto a quella che Mournho era riuscito a estromettere dalla competizione qualche anno fa, quando allenava il Porto. E’ maturata molto a livello di collettivo, e il progetto di Ferguson è nel pieno della maturazione. Per una volta, insomma, l’Inter non parte con il favore del pronostico. Mourinho dice che va bene così. Io gli credo. Per alcuni motivi.
Innanzitutto il più banale è che tra uscire agli ottavi con una grande squadra o ai quarti con una come il Villareal o il Valencia sono due cose ben diverse, e forse a livello di immagine è meglio la prima. Certo, non a livello economico, ma a palazzo Durini non badano molto al bilancio di questi tempi, nonostante la crisi.
Il secondo è che l’Inter non ha mai avuto una grande sicurezza in Europa in questi anni proprio per la mancanza delle grandi partite. Infatti in champions le uniche sfide degne di nota dell’inter negli ultimi anni sono quelle con il Milan, che pur essendo una grande squadra europea, dall’Inter è sempre vista sotto l’ottica del derby. Ci vuole un battesimo con una grande squadra, e il Manchester lo rappresenta. L’Inter ha buone possibilità di uscire da questa coppa, am se mai dovesse passare il turno si scrollerebbe di dosso tante paure e diventerebbe finalmente la squadra che tutti i tifosi sognano che sia. Sicuramente diventerebbe la favorita per il titolo.
Sicuramente ci gusteremo delle belle partite..sempre che non vogliate sintonizzarvi su Villareal-Panathinaikos



