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Tag: metodo di studio

Studio Verticale o Orizzontale?

by TJBOSS on apr.12, 2010, under Studio


A seconda del tipo di materia che dovremmo studiare dovremo decidere quale sarà il metodo di studio più appropriato per essa. Le materie si dividono principalmente in:
- Materie con caratterizzazione di studio principalmente verticale;
- Materie con caratterizzazione di studio principalmente orizzontale.
Le prime sono quelle in cui lo studio è subordinato ad argomenti visti e assimilati precedentemente, le seconde son quelle in cui questa caratterizzazione è meno evidente. Chiaramente nessuna materia sarà a caratterizzazione esclusivamente verticale o orizzontale, ma per intenderci, materie come la matematica, la fisica e le scienze esatte in genere rientrano nella prima categoria. Le materie umanistiche rientrano nella seconda categoria.


Nella prima categoria è fondamentale la comprensione e l’applicazione, nella seconda categoria è invece fondamentale l’assimilazione e la memorizzazione.
La difficoltà principale della matematica ad esempio, è che essa è una materia prevalentemente ad apprendimento verticale: ogni concetto è subordinato a tanti altri concetti studiati precedentemente. Non è possibile capire a fondo gli integrali senza aver studiato la teoria dei limiti, ancora più semplicemente non è possibile capire a fondo la moltiplicazione senza aver interiorizzato l’addizione. Per questo motivo è molto facile che nel proprio percorso di studio, per le cause più disparate, si sia perso qualche tassello dell’apprendimento di questa materia. I risultati saranno deleteri: gli argomenti strettamente collegati a quello non studiato e interiorizzato non verranno capiti e assimilati a fondo, e così sarà anche per i successivi, creando disagio nello studente, che si vedrà proposti dei concetti difficilmente comprensibili in mancanza di quelli di base. Da qui sorge l’odio nei confronti della matematica, che in tanti sperimentano durante il periodo scolastico.
Altre materie, come quelle umanistiche, sono molto meno ostiche da questo punto di vista. Con questo non vogliamo dire che non sia comunque richiesta un minimo di componente verticale nello studio di queste materie, ma è sicuramente molto meno marcata rispetto alle prime.
Che tipo di metodo utilizzare?
Nel caso in cui stiate affrontando lo studio di una materia con forte caratterizzazione verticale è molto importante innanzitutto la comprensione della materia. Se uno studente non ha lacune riguardanti le basi dell’argomento che sta studiando (prerequisiti di studio) la comprensione dovrebb’essere un passo relativamente semplice e scontato. Nel caso ci fossero delle difficoltà di comprensione dell’argomento i casi son due:
-    le fonti scelte per lo studio sono spiegate relativamente male;
-    non si possiedono tutti i requisiti di studio necessari.
Nel primo caso sarà semplice cercare di cambiare i libri di testo e trovare qualcosa di più chiaro. Tuttavia, la maggior parte delle volte, il problema sarà il secondo. In tal caso la vera intelligenza dello studente consisterà nel capire esattamente quali siano i punti deboli della sua preparazione. Una volta individuati è fondamentale colmare le lacune nella maniera più efficiente possibile (nel rapporto comprensione/tempo). La cosa fondamentale da capire è che non basta “aver già studiato una materia” per poterla definire assimilata. Spesso diamo per scontati dei prerequisiti che invece non sono stati completamente compresi e/o interiorizzati. Prima di catapultarsi su un argomento nuovo è sempre meglio dare una bella ripassata ai prerequisiti di studio, specialmente se essi risultano arrugginiti.
Persone e materie
Generalmente le persone hanno inconsciamente una predilezione per lo studio di un tipo di materia piuttosto che di un altro (sprinters o fondisti). C’è da rimarcare che questa predilezione è generalmente di tipo psicologico, e non necessariamente è correlata alle capacità proprie di ogni persona, quanto all’adattamento. Le materie di tipo verticale generalmente sono subordinate al ragionamento, e per questo motivo richiedono una comprensione della materia, che vincola la memorizzazione delle informazioni. Infatti la maggior parte di coloro che ha sempre rigettato le materie di tipo mnemonico (studiare delle poesie a memoria, o anche interi capitoli di storia con grandi quantità di date e nomi da ricordare) prediligerà lo studio verticale anche perché verrà aiutato proprio da questo vincolo di comprensione: nel momento in cui capisco il meccanismo, la memorizzazione viene di pari passo. Viceversa gli studenti con preferenze inverse troveranno dei problemi negli scogli di tipo concettuale.
Quindi come affrontare i diversi tipi di materia a seconda delle nostre preferenze?
In quest’articolo abbiamo esaminato la questione dal punto di vista dello studente.

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Organizzazione dello studio – Parte 3

by TJBOSS on mar.31, 2010, under Studio


Quando le materie non ci piacciono
Le persone intelligenti non si ammazzano di studio, ma semplicemente studiano in maniera “furba”. Tante persone perdono le serate davanti ai libri, cercando di memorizzare ogni singola parola, o di approfondire nevroticamente tutti gli argomenti, per avere una preparazione “il più completa possibile”. Se la materia in questione non è di nostro interesse, è inutile e frustrante perderci le nostre giornate. È molto importante invece impostare uno studio intelligente, il più possibile finalizzato alla prova che dovremo sostenere.


La preparazione innanzitutto cambia totalmente nel caso stessimo preparando una prova orale o una prova scritta. Estremamente importante è anche la tipologia di esame: più pratico o più teorico?
Nel caso di prova scritta, la prima cosa da fare è sicuramente procurarsi altre prove scritte degli anni precedenti (più sono meglio è), cercare di capire se c’è un filo conduttore che lega la stesura di queste, e impostare la preparazione in base a cosa più probabilmente verrà chiesto (oltre che a come questo verrà chiesto).
Nel caso di prova orale è importante, dopo aver creato un’infarinatura generale dell’argomento (per materie scientifiche ad esempio basta cercare di studiare in maniera qualitativa), assistere alle prove dei vostri colleghi, segnarvi tutte le domande, e prendere appunti sulle risposte (anche sugli errori da non commettere).
In entrambi i casi dobbiamo cercare di creare un’organizzazione di studio finalizzata al superamento dell’esame. Questo perché se la materia non rientra nei nostri interessi, in ogni caso prima o poi finirà nel dimenticatoio. Studiandola a menadito il più delle volte staremmo solo sprecando tantissimo tempo.
I risultati saranno sorprendenti. Riuscirete a ottimizzare il vostro tempo, utilizzando quello risparmiato per svolgere attività più divertenti e produttive.
Il discorso è ovviamente diverso nel caso in cui la materia sia realmente di vostro interesse. Allora dovrete in parte svincolarvi dal risultato che otterrete all’esame, e cercare di approfondire il più possibile ogni aspetto di questa materia. Solo così riuscirete a diventare dei leader in ciò che vi piace, e probabilmente troverete un lavoro di vostro gradimento.

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Organizzazione dello studio – parte 2

by TJBOSS on mar.30, 2010, under Studio


Studio ad argomento o studio a tempo
A seconda del tipo di materia e dell’organizzazione della nostra giornata sarà molto importante decidere se dedicarsi a uno studio “a tempo” o “ad argomento”. Lo studio a tempo è semplicemente “tutto ciò che si riesce a studiare in un certo lasso di tempo che ho a disposizione”. Lo studio per argomento è proprio il contrario, ovvero “scelgo un argomento abbastanza circoscritto e cerco di capirlo al 100%. Prima finisco e prima sarò libero”.
Il primo tipo di studio è generalmente quello che viene adottato da chi non ha un vero e proprio metodo, mentre il secondo è quello adottato dalle persone un po’ più sveglie, e magari interessate alla materia stessa. Ciò comunque non significa che il primo sia sempre sbagliato ed il secondo sia sempre giusto.
Ci sono dei casi in cui lo studio a tempo è preferibile, ed altri in cui non lo è affatto. Generalmente lo studio a tempo è giustificato quando:
-    Non abbiamo abbastanza tempo a disposizione per impostare uno studio per argomento;
-    Non siamo in grado ancora di determinare bene le nostre capacità di studio.
Il primo caso è generalmente quello di uno studente alle prese con un esame da preparare in pochissimo tempo. In tal caso comunque l’errore è stato fatto a monte, ed è un errore più generale di organizzazione dello studio. Se l’esame è improrogabile e la situazione non è modificabile allora lo studio a tempo è l’unica soluzione.
Il secondo caso invece è quello di una persona che ancora non riesce a tarare bene la propria capacità di studio rispetto agli argomenti. Così può capitare che studiando per argomento si sobbarchi di una mole di lavoro eccessiva, non riuscendo a smaltirla (con conseguente frustrazione finale) o inconsistente (con conseguente impossibilità di portare a termine il lavoro entro tempi ragionevoli).
Nell’acquisizione di un’organizzazione di studio intelligente è importante perciò la coscienza delle proprie capacità, e la stesura di un piano a lungo termine, che suddivida il carico di lavoro in maniera equa.
La differenza maggiore tra scuole superiori e Università sta proprio nell’organizzazione dello studio a casa. Al liceo, grazie a una serie di interrogazioni, compiti in classe e verifiche che si svolgono durante tutto l’anno, è facile riuscire a tenere il passo, in quanto gli argomenti sono stati già suddivisi temporalmente in maniera solitamente intelligente dal docente.
Questo non avviene all’università, sia perché i docenti hanno meno esperienza didattica (nel senso che avendo a che fare solitamente con studenti più o meno anonimi, e non facenti parte di un gruppo classe, non seguono l’evoluzione dell’apprendimento degli stessi, e non riescono sempre a dosare il proprio insegnamento rispetto alla comprensione di chi segue), sia perché gli studenti spesso non seguono tutti i corsi.

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